IL TRATTATO DI CAMPOFORMIO

Napoleone, incoraggiato dai successi ottenuti con le campagne in Italia, senza tenere conto della neutralità proclamata da Venezia puntò direttamente su Vienna. L’Austria si vide allora costretta a chiedere un armistizio, culminato nei preliminari di Leoben (7-18 Aprile 1797), nel corso dei quali venne concordato ciò che sarebbe poi stato ufficialmente stabilito qualche mese dopo nel trattato di pace di Campoformio il 17 Ottobre 1797. In base agli accordi la Francia otteneva dall’Austria il Belgio e la Lombardia e a sua volta cedeva all’Austria, come compenso dei territori perduti, il Veneto, l’Istria e la Dalmazia fino alle Bocche di Cattaro, avviandosi a togliere l’indipendenza alla repubblica veneta, senza tenere in alcun conto le aspirazioni e le decisioni della nuova municipalità democratica che, insediatasi nel frattempo nella città lagunare al posto della vecchia oligarchia, aveva attuato una riforma costituzionale ispirata al modello francese. Questa concessione fece finire anche le speranze di quei pochi che auspicavano che Venezia avrebbe avuto un luminoso futuro sotto un regime democratico. Tra questi va ricordato Ugo Foscolo che aveva ottenuto l’ultimo successo teatrale della Repubblica veneziana con un dramma denunciante la tirannide.